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Qualcuno diceva che il ciclismo è lo sport de “la fatica più sporca addosso alla gente più pulita”. E’ lo sport di strada, per antonomasia.
Si corre in ogni condizione, in qualunque stagione, con qualunque condizione. Spesso è uno sport difficile, duro, per qualcuno incomprensibile nella sua declinazione più estrema, in questo caso l’ultracycling.

omardifelice non chiamateci eroi canada

“Perchè lo fai?”. Non c’è un perchè, l’amore per la fatica non ha una spiegazione. E’ amore, è qualcosa che ti viene dal profondo del cuore e si insinua tra pelle e muscoli, scorrendoti nelle vene giorno dopo giorno.
Essere ciclisti non è semplice, il più delle volte si cade, ci si fa male, la gioia dura un attimo a fronte di sacrifici enormi e talvolta è una gioia nascosta, qualcosa che ognuno di noi deve essere bravo a ricercare tra le pieghe della fatica. Appunto: “Perchè lo fai?”

Ho iniziato a pedalare con il freddo, quello estremo, quello che se non è in grado di fermarti rischia di mettere in difficoltà la tua bici prima ancora delle tue gambe. Il freddo che ti entra in ogni angolo del corpo, quello del “Ma chi te lo fa fare?”. E torniamo sempre lì. “Perchè lo fai?”
Sento questa domanda ogni qualvolta una foto mi ritrae nel momento del massimo sforzo. Senza aver dormito, o pedalando oltre i -30°C. E allora “Perchè lo fai?”

Il problema è che il passo successivo è forse quello più sbagliato. Il passaggio da amore a eroismo è breve, per chi ci osserva dal di fuori.

“Sei un eroe”. Troppe volte ho letto questo commento tra i miei post. Troppe altre volte l’ho letto in giro. Lawson Craddock sta correndo con una spalla fratturata il Tour de France, la corsa più dura al mondo.

“Perchè lo fa?” Dovreste chiederlo a lui, in realtà la risposta è sempre la stessa. Si chiama “Amore”. Ma, per favore, lasciamo in pace gli eroi. Loro hanno vissuto la loro vita, o parte di essa, spendendosi per un ideale, salvando qualcosa o qualcuno, o semplicemente sacrificando se stessi per quell’ideale.
E questo vale per i grandi eroi ma anche per quelli più “piccoli”. Quelli del quotidiano.

Ne è pieno il mondo! Uomini e donne che, ogni giorno, nel silenzio delle loro vite difficili, combattono per la loro piccola sopravvivenza e per quella delle persone che hanno accanto. Che lavorano, faticano, “vivono”.

Noi siamo solo “ciclisti”. Siamo solo uomini che hanno scelto di vivere la propria vita amando ciò che fanno, ma non siamo salvatori del mondo. Siamo tenaci, forti, resistenti, resilienti, aggiungete voi tutti gli aggettivi che ritenete più opportuni a questa lista.
Nessuno ci chiede di raggiungere e oltrepassare il limite fisico. Non ce lo chiede la vita. Non ce lo impongono le circostanze.
Lo cerchiamo noi, e solo noi. Per quella cosa lì, chiamata “Amore”.

Ma, appunto, non chiamateci “eroi”.

Next challenge - La prossima sfidaTour du Mont Blanc

21.07.2018 - 05:00 o'clock

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